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Studenti delle superiori ricercatori per un giorno

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Sono quasi 2500 gli studenti delle scuole superiori di tutta Italia che quest’anno, nel periodo dal 26 febbraio al 31 marzo potranno essere ricercatori di fisica per un giorno grazie all’iniziativa Masterclass, coordinata dall’INFN e finanziata anche quest’anno con i fondi del MIUR. Ogni università organizzerà una giornata di lezioni e seminari sugli argomenti fondamentali della fisica delle particelle, seguite da esercitazioni al computer su uno degli esperimenti di LHC. I ragazzi potranno usare i veri dati provenienti da LHC, per simulare negli esercizi l’epocale scoperta del bosone di Higgs, ma anche quella dei bosoni W e Z (proprio quelli che nel 1984 valsero il premio Nobel a Carlo Rubbia) e di alcune particelle dotate di una proprietà di nome “stranezza”, oppure potranno esplorare la vita e le proprietà della particella D0. Alla fine della giornata, proprio come in una vera collaborazione internazionale, gli studenti si collegheranno in una videoconferenza con i coetanei di tutto il mondo che hanno svolto gli stessi esercizi in altre università, per discutere insieme i risultati emersi dalle esercitazioni. L’iniziativa, giunta all’undicesima edizione, fa parte delle Masterclass interazionali organizzate da IPPOG (International Particle Physics Outreach Group). (c.p.)

Informazioni sulle Masterclass:

• Masterclasses italiane: http://masterclass.infn.it/

• Masterclasses internazionali: http://physicsmasterclasses.org/neu/

• Programma: http://physicsmasterclasses.org/neu/index.php?cat=schedule

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LHC a piazza di Spagna

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L’installazione Meet Lhc – 60 anni di Italia al Cern dell’Infn sarà in mostra gratuitamente in piazza Mignanelli (adiacente a piazza di Spagna), a Roma, da domani per una settimana (dal 29 gennaio al 4 febbraio). Poco lontano da dove in Italia è nata la lunga tradizione della fisica delle particelle, grazie alle ricerche dei celebri “ragazzi di via Panisperna”, che hanno gettato le basi per la nascita del Cern e dell’Infn stesso. L’installazione offre ai visitatori l’occasione di ammirare la complessità degli apparati sperimentali e di approfondire, attraverso un percorso fotografico, la storia di questo celebre laboratorio, in cui lavorano persone di ogni nazionalità, a testimoniare che la scienza è strumento di pace. Il percorso fotografico mette l’accento sull’importante contributo che l’Italia, grazie all’Infn, ha fornito per il raggiungimento dei successi del Cern. Tra gli oggetti esposti anche un componente originale del superacceleratore Lhc, che in primavera riprenderà la sua attività di ricerca. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Roma. (c.p.)

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CACCIATORI DI HIGGS CERCANSI

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Particelle prodotte nel decadimento di un bosone di Higgs.   
Particelle prodotte nel decadimento di un bosone di Higgs. 
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Si chiama Higgs Hunters ed è un progetto di citizen science che punta a coinvolgere il pubblico nello studio delle proprietà del bosone di Higgs. Come? Arruolando cacciatori di Higgs volontari che avranno il compito di cercare nuovi possibili decadimenti del bosone di Higgs, tra le migliaia d’immagini delle collisioni prodotte a LHC e fotografate dal rivelatore dell’esperimento ATLAS.

“A tutti i volontari viene chiesto di analizzare le immagini prodotte dalle collisioni protone-protone per cercare decadimenti esotici del bosone di Higgs, previsti dai modelli di fisica oltre il Modello Standard, per esempio in particelle neutre che sono invisibili nel tracciatore”. Commenta Anna Di Ciaccio, responsabile nazionale di ATLAS per l’INFN. “Queste particelle – continua Di Ciaccio - possono però decadere a loro volta in altre particelle dotate di carica elettrica che sono facilmente identificabili anche ad occhio nudo nel rivelatore di tracce di ATLAS poiché producono quello che comunemente si chiama un vertice secondario (un punto del rivelatore in cui nascono nuove tracce).

Higgs Hunters è un progetto nato dalla collaborazione tra l’esperimento ATLAS, l’Università di New York, l’Università di Oxford e Zooniverse, il Forum dei progetti di citizen science. L’iniziativa segue il lancio del portale Open Data del CERN  dove sono attualmente analizzabili i dati delle collisioni registrate dall’esperimento CMS nel 2010, oltre a una serie di dati provenienti dagli esperimenti ALICE, ATLAS, CMS and LHCb e preparati per fini per le scuole. (e.c.)

Per saperne di più:

Progetto Higgs Hunters: http://www.higgshunters.org/

 

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LA PARTICELLA DI DIO IN ONDA SU LAEFFE TV

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Mercoledì 17 dicembre va in onda la prima tv del film “La particella di Dio “(Particle Fever) di Mark Levinson. Il documentario racconta in presa diretta la scoperta del bosone di Higgs annunciata nel luglio 2012 al Cern di Ginevra e valsa il Nobel per la Fisica 2013 a Peter Higgs e François Englert per la "scoperta teorica del meccanismo che contribuisce alla comprensione dell'origine delle massa delle particelle subatomiche confermato recentemente al Large Hadron Collider da ATLAS e CMS".

Il film, diretto da Mark Levison, fisico e filmmaker, e montato Walter Murch (Apocalypse Now, Il paziente inglese), segue sei scienziati nelle fasi finali dell’esperimento LHC al Cern di Ginevra. Per Fabiola Gianotti, che dal 2016 sarà il nuovo direttore del CERN “ Si tratta di un documento molto speciale, che descrive un’impresa scientifica senza precedenti attraverso gli occhi e la vita quotidiana, e quindi le gioie, le delusioni e le emozioni, di sette fisici coinvolti direttamente o indirettamente in questo progetto.

Per me personalmente – ha aggiunto Gianotti - questo documentario rappresenta un bellissimo ricordo di anni che solo le immagini possono descrivere e di un periodo molto speciale della mia vita.” L’appuntamento in prima visione assoluta de La particella di Dio è mercoledì 17 dicembre alle 22.00 su laEffe, canale 50 del digitale terreste e tivùsat e 139 di Sky. (e.c)

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LHC SI PREPARA A RIPARTIRE: OBIETTIVO COLLISIONI A 13 TEV NEL 2015

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Il Large Hadron Collider si sta preparando per ripartire per il secondo ciclo di operatività (in gergo run) che comincerà nel marzo 2015 e durerà 3 anni. L’annuncio è stato dato oggi nell’ambito della 174esima seduta del Cern Council. LHC che con i suoi 27 km di circonferenza, è il più grande e potente acceleratore di particelle al mondo, è stato fermo per uno stop tecnico di 2 anni programmato per preparare la macchina al secondo run in cui l’acceleratore opererà a un’energia, circa doppia rispetto a quella iniziale di partenza. Nei mesi scorsi la macchina è stata progressivamente raffreddata e raggiungerà la temperatura di circa 1.9 gradi kelvin (pari a -271 gradi centigradi) una temperatura vicinissima allo zero assoluto (0 gradi kelvin pari a -273 gradi centigradi). Tutti i team sono al lavoro per testare la macchina prima del primo giro di protoni, previsto per la primavera 2015. Il 9 Dicembre 2014 i magneti superconduttori di un primo settore di LHC hanno raggiunto per la prima volta le prestazioni necessarie per far circolare fasci di protoni a 6.5 TeV. L’obiettivo per il 2015 è ambizioso, far scontare fasci di protoni, e dunque ottenere collisioni, a 13 TeV: un’energia mai raggiunta prima d’ora in nessun acceleratore al mondo.  Per Antonio Zoccoli, della Giunta esecutiva’INFN “È un passo molto importate e ben preparato e a cui l’INFN ha contribuito con molto impegno. Lo stop tecnico di questi due anni ha consentito agli esperimenti di lavorare per migliorare gli apparati sperimentali e i detector in vista della ripartenza e del nuovo periodo di presa dati che potrebbe portare a nuove scoperte e svelare nuove frontiere della fisica delle particelle.” (e.c.)