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UN LICEO DI FIRENZE TRA I DUE VINCITORI DELLA COMPETIZIONE DEL CERN "A BEAMLINE FOR SCHOOLS"

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Il liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze è tra i due vincitori della competizione del CERN “A Beamline for Schools” (BL4S), una linea di fascio per le scuole. Dieci studenti del team fiorentino “Leo4G”, insieme ai compagni sudafricani della squadra “Accelerating Africa”, del St John's College and Barnato Park High School di Johannesburg, si recheranno a settembre per una settimana nei laboratori di Ginevra. Al CERN, proprio come i fisici di professione, potranno sperimentare direttamente il loro progetto, realizzato con l’aiuto dei ricercatori della sezione di Firenze dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). La proposta italiana, denominata “Molto più di una web-cam: un rivelatore di particelle low-cost”, è stata premiata, come quella sudafricana, per motivazione degli studenti, credibilità, fattibilità e capacità di seguire i dettami del metodo scientifico. Gli studenti del team fiorentino Leo4G utilizzeranno un fascio di particelle, messo a disposizione da uno degli acceleratori del CERN, per la calibrazione di un rivelatore di particelle costruito a partire da comuni materiali low cost, come una web-cam personalizzata.

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È INIZIATA LA NUOVA AVVENTURA DI LHC E DEI SUOI ESPERIMENTI

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È iniziato il nuovo corso della macchina più potente mai costruita dall’uomo.
Lungo l’anello di 27 km del Large Hadron Collider (LHC), il superacceleratore del CERN di Ginevra, i quattro giganti della fisica, ATLAS, CMS, ALICE e LHCb, cominciano adesso a raccogliere stabilmente i dati prodotti nelle collisioni tra protoni accelerati all’energia record di 13.000 miliardi di elettronvolt (13 TeV), quasi il doppio di quella che ha permesso, nel 2012, d’imbrigliare il bosone di Higgs. Un’energia mai raggiunta prima in laboratorio, alla quale da ora l’acceleratore e i rivelatori lavoreranno a regime per i prossimi tre anni di attività.
Nella beam pipe, la “pista magnetica” a 100 metri di profondità al confine tra Francia e Svizzera, “treni” di pacchetti di protoni corrono quasi alla velocità della luce, circolando in direzioni opposte, guidate da potenti magneti superconduttori, e scontrandosi in corrispondenza degli esperimenti. Oggi LHC è stato riempito con 12 pacchetti ciascuno contenente circa 100 miliardi di protoni. Questo numero sarà progressivamente aumentato fino ad arrivare a 2800 pacchetti per fascio, consentendo a LHC di produrre fino a 1 miliardo di collisioni al secondo.
C’è grande eccitazione per questa nuova stagione di LHC (il RUN2), non solo tra i ricercatori, tecnici e ingegneri che lavorano a LHC, tra cui circa 1500 italiani, la metà coordinati dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ma all’interno della comunità mondiale della fisica delle particelle. Grazie ai dati che saranno raccolti nei prossimi tre anni, si aprirà, infatti, una nuova finestra sull’universo subnucleare.

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PRIME COLLISIONI ALL’ENERGIA RECORD DI 13 TeV: LHC SI PREPARA A FARE FISICA

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Sono state effettuate oggi, per la prima volta, le collisioni a 13.000 miliardi di elettronvolt, 13 TeV, all’interno dell’acceleratore più grande del mondo. È ancora un test, ma i fisici di LHC lo definiscono una delle tappe fondamentali sulla strada verso la nuova fase di attività del progetto LHC, il cosiddetto RUN2. Non si tratta di una vera e propria presa dati. Non ancora. Secondo gli scienziati di LHC, di cui fanno parte circa 700 italiani coordinati dall’INFN, queste collisioni servono, principalmente, a preparare la macchina per il suo nuovo corso. Permetteranno, infatti, in questi giorni di verificare, ad esempio, la stabilità dei fasci, che sono più focalizzati rispetto al passato, e i sistemi di protezione degli stessi rivelatori. “I primi test con i fasci a 6.5 TeV di energia sono andati benissimo”, afferma entusiasta Anna Di Ciaccio, responsabile nazionale di ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS), che in queste ore è nella sala di controllo dell’esperimento a seguire le operazioni. “È veramente emozionante aver visto i fasci circolare a quest’energia record per ore nell’anello e assistere alle prime collisioni a 13 TeV. Tra una decina di giorni inizierà la presa dati stabile con i fasci a 6.5 TeV e si aprirà un capitolo nuovo e sicuramente affascinante nella storia della fisica delle particelle”, conclude Di Ciaccio.

 

 

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PRIMI EVENTI NELL’IBL, IL NUOVO PIXEL DETECTOR DI ATLAS

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All’esperimento ATLAS continua il programma di messa a punto dei rivelatori per assicurarsi che sia tutto funzionante e operativo, quando saranno fornite le tanto attese collisioni a 13 TeV. Proprio in questi giorni, per la prima volta da quando LHC è ripartito dopo i circa due anni di lavori di consolidamento (Long Shutdown 1, LS1), l'acceleratore ha fornito collisioni protone-protone ai quattro esperimenti a un’energia di 450 GeV per fascio. Questo è un importante primo passo nella preparazione della macchina in vista delle ormai prossime collisioni all’energia record di 13 TeV  (6,5 TeV per fascio): la più alta energia mai esplorata fino ad ora in un acceleratore protone-protone. In particolare, ATLAS sta testando in questi giorni il nuovo Insertable B-Layer (IBL): lo strato di pixel più interno del sistema di tracciamento a silicio, installato durante il LS1 e alla cui costruzione hanno partecipato i fisici dell’INFN. L’IBL è collocato immediatamente a ridosso della beam pipe (il tubo a vuoto al cui interno circolano i fasci di protoni) a un raggio di 3 cm, in una regione con un alto livello di radiazione. Ciò ha richiesto lo sviluppo di tecnologie estremamente avanzate sia per i sensori a pixel, che per l’elettronica di lettura. La fase di preparazione di LHC continuerà per tutto il mese di maggio 2015, le prime collisioni a 13 TeV sono attese per gli inizi di giugno.

 

 

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IL PREMIO DELL'EPS PER LA DIVULGAZIONE A KATE SHAW PER IL SUO IMPEGNO NELLA DIFFUSIONE DELLE MASTERCLASSES

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La Società Europea di Fisica (EPS) ha annunciato il vincitore del premio 2015 per la divulgazione scientifica, che sarà assegnato in occasione della prossima Conferenza EPS-HEP, che si terrà in Austria, a Vienna, tra il 22 e il 29 luglio 2015. Il premio di divulgazione per la fisica delle alte energie e/o astrofisica particellare è stato assegnato a Kate Shaw dell’ICTP di Trieste, coordinatore dell’outreach dell’esperimento ATLAS e membro del gruppo INFN-ATLAS di Udine “per i suoi contributi alle Masterclasses internazionali e per il suo ruolo pionieristico nel portarle anche in Paesi dove la fisica delle alte energie non è così popolare”. L’iniziativa delle Masterclasses, giunta ormai alla undicesima edizione, si svolge in 42 diverse nazioni in tutto il mondo e coinvolge più di duecento tra i più prestigiosi enti di ricerca e università degli Stati Uniti, del Cile, dell’Ecuador, della Giamaica e del Messico e più di 10.000 studenti delle scuole superiori. “Congratulazioni a Kate per questo prestigioso riconoscimento della sua professionalità e del suo impegno, profuso nell’organizzazione delle Masterclasses, per diffondere questa iniziativa in tanti nuovi paesi”, commenta Anna Di Ciaccio, coordinatore nazionale del gruppo italiano di ATLAS.

Il sito dei premi EPS