NEWS

Stampa

CACCIATORI DI HIGGS CERCANSI

.

Particelle prodotte nel decadimento di un bosone di Higgs.   
Particelle prodotte nel decadimento di un bosone di Higgs. 
clicca sull'immagine per ingrandire
 

Si chiama Higgs Hunters ed è un progetto di citizen science che punta a coinvolgere il pubblico nello studio delle proprietà del bosone di Higgs. Come? Arruolando cacciatori di Higgs volontari che avranno il compito di cercare nuovi possibili decadimenti del bosone di Higgs, tra le migliaia d’immagini delle collisioni prodotte a LHC e fotografate dal rivelatore dell’esperimento ATLAS.

“A tutti i volontari viene chiesto di analizzare le immagini prodotte dalle collisioni protone-protone per cercare decadimenti esotici del bosone di Higgs, previsti dai modelli di fisica oltre il Modello Standard, per esempio in particelle neutre che sono invisibili nel tracciatore”. Commenta Anna Di Ciaccio, responsabile nazionale di ATLAS per l’INFN. “Queste particelle – continua Di Ciaccio - possono però decadere a loro volta in altre particelle dotate di carica elettrica che sono facilmente identificabili anche ad occhio nudo nel rivelatore di tracce di ATLAS poiché producono quello che comunemente si chiama un vertice secondario (un punto del rivelatore in cui nascono nuove tracce).

Higgs Hunters è un progetto nato dalla collaborazione tra l’esperimento ATLAS, l’Università di New York, l’Università di Oxford e Zooniverse, il Forum dei progetti di citizen science. L’iniziativa segue il lancio del portale Open Data del CERN  dove sono attualmente analizzabili i dati delle collisioni registrate dall’esperimento CMS nel 2010, oltre a una serie di dati provenienti dagli esperimenti ALICE, ATLAS, CMS and LHCb e preparati per fini per le scuole. (e.c.)

Per saperne di più:

Progetto Higgs Hunters: http://www.higgshunters.org/

 

Stampa

LA PARTICELLA DI DIO IN ONDA LAEFFE TV

.

Mercoledì 17 dicembre va in onda la prima tv del film “La particella di Dio “(Particle Fever) di Mark Levinson. Il documentario racconta in presa diretta la scoperta del bosone di Higgs annunciata nel luglio 2012 al Cern di Ginevra e valsa il Nobel per la Fisica 2013 a Peter Higgs e François Englert per la "scoperta teorica del meccanismo che contribuisce alla comprensione dell'origine delle massa delle particelle subatomiche confermato recentemente al Large Hadron Collider da ATLAS e CMS".

Il film, diretto da Mark Levison, fisico e filmmaker, e montato Walter Murch (Apocalypse Now, Il paziente inglese), segue sei scienziati nelle fasi finali dell’esperimento LHC al Cern di Ginevra. Per Fabiola Gianotti, che dal 2016 sarà il nuovo direttore del CERN “ Si tratta di un documento molto speciale, che descrive un’impresa scientifica senza precedenti attraverso gli occhi e la vita quotidiana, e quindi le gioie, le delusioni e le emozioni, di sette fisici coinvolti direttamente o indirettamente in questo progetto.

Per me personalmente – ha aggiunto Gianotti - questo documentario rappresenta un bellissimo ricordo di anni che solo le immagini possono descrivere e di un periodo molto speciale della mia vita.” L’appuntamento in prima visione assoluta de La particella di Dio è mercoledì 17 dicembre alle 22.00 su laEffe, canale 50 del digitale terreste e tivùsat e 139 di Sky. (e.c)

Stampa

LHC SI PREPARA A RIPARTIRE: OBIETTIVO COLLISIONI A 13 TEV NEL 2015

.

Il Large Hadron Collider si sta preparando per ripartire per il secondo ciclo di operatività (in gergo run) che comincerà nel marzo 2015 e durerà 3 anni. L’annuncio è stato dato oggi nell’ambito della 174esima seduta del Cern Council. LHC che con i suoi 27 km di circonferenza, è il più grande e potente acceleratore di particelle al mondo, è stato fermo per uno stop tecnico di 2 anni programmato per preparare la macchina al secondo run in cui l’acceleratore opererà a un’energia, circa doppia rispetto a quella iniziale di partenza. Nei mesi scorsi la macchina è stata progressivamente raffreddata e raggiungerà la temperatura di circa 1.9 gradi kelvin (pari a -271 gradi centigradi) una temperatura vicinissima allo zero assoluto (0 gradi kelvin pari a -273 gradi centigradi). Tutti i team sono al lavoro per testare la macchina prima del primo giro di protoni, previsto per la primavera 2015. Il 9 Dicembre 2014 i magneti superconduttori di un primo settore di LHC hanno raggiunto per la prima volta le prestazioni necessarie per far circolare fasci di protoni a 6.5 TeV. L’obiettivo per il 2015 è ambizioso, far scontare fasci di protoni, e dunque ottenere collisioni, a 13 TeV: un’energia mai raggiunta prima d’ora in nessun acceleratore al mondo.  Per Antonio Zoccoli, della Giunta esecutiva’INFN “È un passo molto importate e ben preparato e a cui l’INFN ha contribuito con molto impegno. Lo stop tecnico di questi due anni ha consentito agli esperimenti di lavorare per migliorare gli apparati sperimentali e i detector in vista della ripartenza e del nuovo periodo di presa dati che potrebbe portare a nuove scoperte e svelare nuove frontiere della fisica delle particelle.” (e.c.)

Stampa

IL NUOVO PIXEL DETECTOR DI ATLAS VEDE I PRIMI EVENTI DI RAGGI COSMICI

.

In preparazione alla ripresa di LHC, all’energia mai raggiunta di 13 TeV nel centro di massa, che avverrà nei primi mesi del 2015, l’esperimento ATLAS sta ricominciando i test di presa dati, per verificare i sistemi di acquisizione e di controllo e per calibrare i rivelatori che lo compongono. In particolare, deve essere inserito nella catena di acquisizione il Pixel Detector, completamente rinnovato, dopo l’estrazione dal pozzo avvenuta in aprile 2013 e successivamente reinstallato nel maggio di quest’anno con l’aggiunta di un quarto strato di pixel, chiamato IBL. L’IBL è collocato all’interno del Pixel Detector, a circa 3 cm di distanza dalla linea del fascio, attorno a una nuova beam pipe. Per resistere all’alto livello di radiazione in prossimità della zona di interazione, per la costruzione dell’IBL sono stati sviluppati sensori al silicio in tecnologie avanzate (3D e planari) e un nuovo  avanzatissimo chip di read-out. Il nuovo Pixel Detector è funzionante e registra il passaggio di raggi cosmici. Dopo questo successo, inizia ora l’attività di calibrazione, in vista del nuovo run di LHC nel 2015.

 

Stampa

FABIOLA GIANOTTI E' IL NUOVO DIRETTORE GENERALE DEL CERN

.

La scienziata italiana Fabiola Gianotti è il nuovo Direttore Generale del CERN di Ginevra, il più importante centro al mondo per la ricerca in fisica delle particelle. A indicarla come successore di Rolf-Dieter Heuer, che ha ricoperto la carica dal 2009, affiancato da Sergio Bertolucci, Direttore della Ricerca e del Computing, è stato il Director General Search Committee del CERN, l’organo deputato alla individuazione e alla nomina del nuovo Direttore Generale. Gli altri due scienziati in corsa per il prestigioso incarico erano l’olandese Frank Linde, direttore dell’Nikhef, e il britannico Terry Wyatt, professore dell’università di Manchester.

“È con grande emozione e soddisfazione che apprendiamo della nomina di Fabiola Gianotti a direttore generale del CERN”, commenta Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “A Fabiola vanno le mie personali congratulazioni e quelle di tutto l’INFN per essere stata scelta a dirigere del più prestigioso laboratorio di fisica del mondo intero. Sappiamo che sarà all’altezza di questa alta responsabilità e che guiderà con classe e sicurezza il CERN verso nuovi successi”.
“L’Italia ha un rapporto speciale con il CERN, – ricorda Ferroni – dal suo inizio, con Edoardo Amaldi tra i padri fondatori, ai successi degli esperimenti LHC, a maggioranza diretti da fisici italiani, suggellati dalla scoperta del bosone di Higgs, passando per il premio Nobel a Carlo Rubbia, anche lui direttore generale, come pure Luciano Maiani”. “Ora accogliamo con una gioia immensa l’elezione di Fabiola Gianotti al vertice del grande laboratorio, che così sarà ora diretto da una italiana, figlia della nostra scuola, che dimostra la sua vitalità e visibilità a livello globale. Per l’Italia è un riconoscimento straordinario, e per l’INFN la conferma delle sue scelte scientifiche e formative, e un incoraggiamento a continuare nella direzione dell’eccellenza senza compromessi. Da parte mia e di tutto l’INFN, in bocca al lupo a Fabiola!”