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ALLA CONFERENZA EPS, CMS E ATLAS HANNO PRESENTATO I PRIMI DATI DELLE COLLISIONI A 13 TeV

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Durante la conferenza della European Physical Society (EPS), che si è svolta a Vienna dal 22 al 29 luglio, gli esperimenti dell’acceleratore LHC CMS e ATLAS hanno presentato i primi risultati dell’analisi dei dati raccolti durante il RUN2 con collisioni record a 13 TeV.


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DAL MESCOLAMENTO DEI QUARK UN LIMITE ALLA NUOVA FISICA

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Il 27 luglio, a pochi giorni dalla pubblicazione delle misure sui pentaquark, l’esperimento LHCb, al Large Hadron Collider LHC del CERN, ha pubblicato su Nature Physics e ha presentato alla conferenza internazionale della European Physical Society (EPS) in corso a Vienna, i risultati di una nuova misura di elevata precisione effettuata sui decadimenti di barioni che contengono il quark b. Lo studio contribuisce a chiarire il quadro sperimentale per la possibilità di esistenza di nuova fisica nelle interazioni elettrodeboli.

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LHCb OSSERVA I PENTAQUARK, PARTICELLE ESOTICHE A CINQUE QUARK

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LHCb, uno dei quattro grandi esperimenti del Large Hadron Collider LHC, il superacceleratore del CERN a Ginevra, ha riportato la scoperta di una classe di particelle esotiche note come pentaquark. La collaborazione ha pubblicato oggi sul sito open access arXiv.org lo studio che descrive questi risultati, sottomesso per la pubblicazione alla rivista Physical Review Letters.


“Il pentaquark osservato non è soltanto una nuova particella - ha spiegato Alessandro Cardini, responsabile dell’esperimento LHCb per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN – ma anche un nuovo modo in cui i quark, che rappresentano i costituenti fondamentali di neutroni e protoni, possono combinarsi tra loro, in uno schema mai osservato prima in oltre cinquant'anni di ricerche sperimentali. Ulteriori studi delle proprietà dei pentaquark ci permetteranno di comprendere meglio la natura di neutroni e protoni, i costituenti della materia di cui siamo fatti noi e tutto ciò che ci circonda”, conclude Cardini.

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UN LICEO DI FIRENZE TRA I DUE VINCITORI DELLA COMPETIZIONE DEL CERN "A BEAMLINE FOR SCHOOLS"

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Il liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze è tra i due vincitori della competizione del CERN “A Beamline for Schools” (BL4S), una linea di fascio per le scuole. Dieci studenti del team fiorentino “Leo4G”, insieme ai compagni sudafricani della squadra “Accelerating Africa”, del St John's College and Barnato Park High School di Johannesburg, si recheranno a settembre per una settimana nei laboratori di Ginevra. Al CERN, proprio come i fisici di professione, potranno sperimentare direttamente il loro progetto, realizzato con l’aiuto dei ricercatori della sezione di Firenze dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). La proposta italiana, denominata “Molto più di una web-cam: un rivelatore di particelle low-cost”, è stata premiata, come quella sudafricana, per motivazione degli studenti, credibilità, fattibilità e capacità di seguire i dettami del metodo scientifico. Gli studenti del team fiorentino Leo4G utilizzeranno un fascio di particelle, messo a disposizione da uno degli acceleratori del CERN, per la calibrazione di un rivelatore di particelle costruito a partire da comuni materiali low cost, come una web-cam personalizzata.

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È INIZIATA LA NUOVA AVVENTURA DI LHC E DEI SUOI ESPERIMENTI

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È iniziato il nuovo corso della macchina più potente mai costruita dall’uomo.
Lungo l’anello di 27 km del Large Hadron Collider (LHC), il superacceleratore del CERN di Ginevra, i quattro giganti della fisica, ATLAS, CMS, ALICE e LHCb, cominciano adesso a raccogliere stabilmente i dati prodotti nelle collisioni tra protoni accelerati all’energia record di 13.000 miliardi di elettronvolt (13 TeV), quasi il doppio di quella che ha permesso, nel 2012, d’imbrigliare il bosone di Higgs. Un’energia mai raggiunta prima in laboratorio, alla quale da ora l’acceleratore e i rivelatori lavoreranno a regime per i prossimi tre anni di attività.
Nella beam pipe, la “pista magnetica” a 100 metri di profondità al confine tra Francia e Svizzera, “treni” di pacchetti di protoni corrono quasi alla velocità della luce, circolando in direzioni opposte, guidate da potenti magneti superconduttori, e scontrandosi in corrispondenza degli esperimenti. Oggi LHC è stato riempito con 12 pacchetti ciascuno contenente circa 100 miliardi di protoni. Questo numero sarà progressivamente aumentato fino ad arrivare a 2800 pacchetti per fascio, consentendo a LHC di produrre fino a 1 miliardo di collisioni al secondo.
C’è grande eccitazione per questa nuova stagione di LHC (il RUN2), non solo tra i ricercatori, tecnici e ingegneri che lavorano a LHC, tra cui circa 1500 italiani, la metà coordinati dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ma all’interno della comunità mondiale della fisica delle particelle. Grazie ai dati che saranno raccolti nei prossimi tre anni, si aprirà, infatti, una nuova finestra sull’universo subnucleare.